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"IL SASSARESE"
LIRONICO SCULTORE DEL MARMO
Nuoro
Nella Galleria "L'Iride" di Nuoro, dal 9 al 24 marzo, Pier Francesco Mele ha esposto una serie di sculture che mettono in luce la personalità di questo artista nato a Dorgali e vissuto a lungo in America, tra il Messico, la Colombia e l'Alaska. La sua attività iniziale fu quella del marmista, arte appresa da giovane, coltivata con passione al punto di tramutarsi, alla fine degli anni Ottanta, in attività di scultore e di designer.
La piena conoscenza della tecnica dell'intaglio della pietra aveva permesso a Pier Francesco Mele di affrontare e di risolvere, con esiti apprezzabili, qualsiasi linguaggio nel campo della plastica. Si è cimentato cosi in un esercizio condotto con sistematicità in tutte le espressioni artistiche legate alle avanguardie del nostro secolo, rivelando duttilità e capacità di rielaborazione sorprendenti.
Non sentendo alcun richiamo per il reale, che è da lui affrontato nell'impegno del design, ha guardato con ironia la rappresentazione di quanto lo circondava, preferendo insistere sulla figura. Egli ne ha dissacrato immediatamente l'immagine con un gioco di piazzamento dei piani atto a scompaginare qualsiasi riscontro convenzionale con la realtà. Significativa è una scultura a tutto tondo, da assimilare alla corrente cubista, rappresentante una figura totemica. Nella quale si agitano le idee di Levi Strauss allorché ritenne il totemismo un'illusione, forzando le forme possibili del rapporto uomonatura.
Anche il movimento futurista e i relativi processi di deforma-
zione stilistica che l'avevano accompagnato hanno destato l'interesse di Pier Francesco Mele, il quale non ha temuto di
dare vita con spregiudicatezza ad una figura contorta e movimentata dinamicamente nelle parti che la costituiscono.
Va iscritta nel contesto della sua produzione la scultura iconica riverberante sia Henry Moore, sia Hans Arp; del primo lo ha conquistato lassolutezza formale quale cifra inconfondibile del costruire i volumi nello spazio; del secondo la soglia impercettibile tra invenzione e rappresentazione e tra fantastico
e reale.
Nel processo creativo di Pier Francesco Mele si coglie una poetica pervasa di astrazione e di temperamento sensuale, non privo di sensibilità naturalistica: sensibilità rilevata dallarmonioso rapporto tra le masse.
Attualmente Mele e immerso nella sintesi moderna, costruita tenendo conto anche delle forme retoriche della linguistica tradizionale; un esempio e offerto
dal disegno zoomorfo incluso in una metopa. In questa composizione è predisposto un chiasme, ossia una reciproca inversione del costrutto di due elementi continui che rendono più interessante il processo creativo del bassori lievo.
Nella produzione di Pier Francesco Mele si riscontrano opere derivanti inoltre sia da un' elaborazione brancusiana, sia da Nivola e dalle sue divinità mediterranee»
Nella produzione dello scultore di Dorgali si inserisce anche il design che lo stesso ha presentato nella mostra allestita negli Stati Uniti al Design Centre South di Laguna Niguel in California nel marzo del 1995»
Wally Paris
Il Sassarese n°270, 30/3/1996
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